Avete mai notato quante piccole crepe?
Sulle pareti di casa, sulle tele dipinte, sulla tazza preferita del mio profumato caffelatte che sa di zucchero e caffè…
Piccole crepe.
In ciascuno di noi ne esistono alcune…. Profonde o superficiali.
Spazi sottili e impercettibili.
Solchi profondi e letali.
Mi chiedo quanto sarebbe bello se ci accorgessimo di esse l’un l’altro…. Se riuscissimo a sentirle nello sguardo di chi ci sfiora il cammino.
Ci vuole attenzione per cogliere quello spazio impercettibile che si forma nelle crepe; bisogna saperlo percepire….c’è dolore là dentro. C’è solitudine. C’è freddo….
Spesso, magari per proteggerci, proiettiamo tanto di noi in quello spazio.
Ogni cosa, può succedere che diventi proiezione. Ogni cosa, può capitare essere identificazione.
Il modo in cui guardiamo quelle crepe, ne parliamo, le definiamo, le interpretiamo può essere determinato dalla nostra proiezione, dalla nostra identificazione …. Che a loro volta vengono da lontano. Da ciò che ci ha preceduto, ciò che sta “dietro” di noi. Dalla nostra storia. Dal nostro inconscio. Dal nostro linguaggio.
Identificazione e proiezione. Due processi intimi che possiamo controllare, gestire, riconoscere, ma soprattutto, non evitare, in quanto siamo noi a creare il mondo intorno a noi.
Proiezioni, percezioni, passando dalle dissociazioni e dalle dispercezioni.
Il nostro universo è interessante, a volte magico e misterioso a volte spaventosamente paralizzante.
Spesso è possibile dissociarsi come compensazione vitale a determinate emozioni che si ritengono insopportabili in un preciso momento.
Non è sempre patologica la dissociazione, anzi, il più delle volte è un meccanismo vitale della nostra incredibile mente. Quando giochiamo ci dissociamo, quando leggiamo ed ascoltiamo musica, pure quando guidiamo o sogniamo ad occhi aperti. Lì il nostro inconscio viene fuori, si manifesta in pieno.
Dissociazione non è necessariamente delirio, che parte da una costruzione più cognitiva e finzionale.
Dissociazione è una modalità della mente di costruirsi uno “spazio altro”.
Il mondo che conosciamo ha estrema paura di questo.
Io lo rispetto, ma so anche che in
ognuno di noi esiste una parte dissociata che non è altro che una compensazione vitale che a volte ci fa rifugiare in quelle intime crepe custodi del profumo di caffè latte….