….sono 13 mesi che viviamo di limitazione delle libertà, ci siamo trovati costretti a stravolgere il nostro stile di vita….Tutti….In questi mesi abbiamo lavorato per rielaborare il concetto di tempo e di spazio intorno ai quali si edifica la nostra identità e, con essa, le esperienza stessa di appagamento personale,di vitalità e nutrimento. Ecco, allora, l’invito a riscoprire il piacere derivante dalle piccole azioni quotidiane, dalla lettura di un libro o visione di un film, da una tazza di tè sul divano, ad un gioco da tavola, dal rinvasare le piante a riordinare cantine, armadi e…..pensieri…Ecco, ancora, l’invito a riscoprire il valore della lentezza, l’importanza di fermare la frenesia, di arrestare la ricerca di stimoli nevrotici, anche lavorativi, senza i quali, pare per molti, non si riesce a dare un senso alla propria esistenza….Sarà che tutto questo me lo avete spesso sentito suggerire, così come ho sempre cercato di farlo, valorizzando il momento di sano ozio, coltivando la lentezza e tentando di conservare il mio senso, senza perdermi, o almeno provando a non perdermi.Quello che mi sta mancando (davvero mi sta mancando), da persona che opera nell’ambito delle professioni sanitarie di aiuto, è invece il contatto…..Ciò che io intendo per Contatto. Connessione.Mi manca la forte stretta di mano al paziente che arriva in studio, quella stretta con cui cerco di trasmettere accoglienza e incoraggiamento, con la quale colgo l’umore del momento.Mi manca la spensieratezza di una carezza, adesso attenta, controllata, quasi timorosa, con cui infondere rassicurazione al paziente affaticato.Mi manca il non poter offrire il contatto con il mio volto, ora schermato da una mascherina grigia dove sembrano rimanere intrappolati i profondi significati di un sorriso o di una smorfia.Allora cerco di esaltare i gesti, modulo al meglio la voce, accendo gli occhi cercando di potenziare il significato di quello che dico, di chi semplicemente sono. Mi manca. E nel momento in cui mi rendo conto che giornali fanno più confusione che informazione, arrivo a comprendere che i vaccini fanno più paura del virus stesso.Tutti parlano solo di complotti, fregature, inganni, economia, soldi, bilanci..Ma di paura no…. non se ne parla.Di paura non possiamo parlarne.Paura del covid, dei vaccini, dell’isolamento.Paura di indurirsi, arrabbiarsi, intristirsi.Ma questo non sembra dicibile.Non possiamo dichiarare che tante sono le persone si sentono in un limbo senza fine.Che molti fanno fatica a dormire, tanti non riescono a disconnettersi dal lavoro, molti stentano a uscire di casa.Non possiamo ammettere che c’è chi ha sviluppato delle vere e proprie fobie, chi non vuole tornare al lavoro, coppie che sono entrate in crisi, chi riporta una stanchezza diffusa che rallenta qualsiasi attività, chi fa fatica a concentrasi, chi ha delle crisi di rabbia. Non possiamo riconoscere che in tutto questo ci sono i sintomi più gravi: la depressione, l’ansia o la dipendenza da alcol e altre sostanze. E per quelli che hanno vissuto in prima persona la perdita di una persona cara o che sono sopravvissuti al covid, i sintomi sono ancora più profondie marcati.A volte si pensa che negare e opporsi sia la cosa migliore, ma in realtà le emozioni anche negative non s’interrompono, anzi, si rafforzano.Scappare dalle emozioni è del tutto umano, soprattutto se sono dolorose. Non appena il sé percepisce che il dolore sta emergendo, incontra una crepa e si nasconde.Non esistono cattive emozioni, esistono solo cattive abitudini di pensiero. Le emozioni che risalgono sono un dono di chiarezza, non un ostacolo. A volte si ha paura, ma in realtà è proprio in quel momento che impariamo a riprendere la strada, che parte dall’accettazione di avere bisogno di aiuto.Malati d’isolamento…terrorizzati d paure. non solo di covid….Una barriera. Prima era di un metro….poi di due….Poi le barriere si tingono di colori…..Prima gialli, poi arancioni. Rossi….E infine, quelle stesse barriere diventano Barricate. E dinanzi a questo confine sento di rievocare quel concetto del “restiamo umani”….Anche se in certe situazioni prevarrà la fretta e la giusta emergenza, non permettiamo a queste maschere colorate di trasformarci in uomini senza volto, senza umanità, senza anima.

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Non molliamo!