Una ricerca americana pubblicata sul Journal of Happiness Studies, sostiene che le donne giovani sono in genere più felici dei loro coetanei maschi. Col passare degli anni però le cose cambiano. Secondo alcuni ricercatori la svolta è a 48 anni. Da quest’età in poi gli uomini si sentono più soddisfatti delle donne, affermano studiosi dell’Università di Cambridge e dell’Università della California del Sud in uno studio pubblicato dalla rivista specializzata «Journal of Happiness Studies». Anke Plagnol E Richard Easterlin, autori della ricerca, hanno utilizzato dati riguardanti diversi decenni di vita di uomini e donne raccolti negli USA per esaminare il ruolo dei desideri non soddisfatti.

SESSO TRISTE – Stando ai risultati delle loro analisi le donne sono più felici degli uomini durante la prima parte della vita, quando hanno maggiori possibilità, rispetto ai loro coetanei maschi, di realizzare i desideri relativi alla propria sfera sociale e affettiva. Col passare degli anni invece la probabilità di conseguire obiettivi duraturi negli affetti e sul lavoro si capovolge e quello femminile finisce per essere il sesso più triste. Il punto di svolta, secondo gli autori, sarebbe proprio ai 48 anni.

FAMIGLIA E SOLDI – Tuttavia, sia donne che uomini avrebbero in sostanza gli stessi identici desideri. Nove su dieci persone di entrambi i sessi vogliono, per esempio, un matrimonio armonioso. E la felicità dipenderebbe soprattutto dal fatto che questo traguardo venga raggiunto o meno. «Non per forza bisogna essere sposati per essere anche felici», ha spiegato Plagnol. «Ma se è una cosa che si vuole assolutamente – e per molti è proprio così – allora un fallimento in questo campo può avere complessivamente conseguenze negative sul senso di felicità». Dai 41 anni gli uomini, secondo la ricerca, cominciano a essere più soddisfatti delle donne per quello che riguarda la situazione finanziaria, dopo i 64 anni pure in ambito familiare si sentono più contenti.

DANIMARCA FELIX – Recentemente un’indagine a livello globale ha evidenziato che il «tasso di felicità» è in crescita in tutto il mondo. I ricercatori dell’Università del Michigan, per compilare la «World Values Survey», fra il 1981 e il 2007 hanno domandato a 350mila persone, originarie di 52 paesi, se si sentissero «molto felici, abbastanza felici, non molto felici, per nulla felici»: in 40 casi su 52, la soddisfazione percepita per le proprie condizioni di vita è cresciuta. E l’Oscar di paese più felice al mondo è della Danimarca – una democrazia forte, con un buon equilibrio sociale e un’economia stabile – mentre fanalino di coda è lo Zimbabwe, appena scosso da scontri politici e sociali. L’Italia si trova a metà classifica, alle spalle dell’America e dopo Gran Bretagna, Germania e Francia.

Fonte: Corriere.it