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Stress da lavoro: analisi aziendale

Il Ministero del Lavoro, per orientare le aziende a valutare se lo stress può mettere a rischio la salute dei lavoratori, indica linee guida su come attuare il Testo unico per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro (D. Lgs 81/ 2008 e successive mod. con d.lgs. 106/2009).

Le aziende devono così, dal 1 gennaio 2011, adempiere agli obblighi secondo quanto previsto dal D. Lgs n. 81/2008 in materia di protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a stress lavoro-correlato.

Tutti i datori di lavoro devono "misurare" lo stress dei propri dipendenti, provvedendo, qualora esista, a eliminarlo o almeno a ridurlo.

Lo stress lavorativo è inserito all’art. 28 del citato decreto sulla sicurezza e amplia la nozione di salute lavorativa comprendendo il benessere sociale sul lavoro. Il decreto rinvia all’accordo europeo dell’3 ottobre 2004, documento che indica che lo stress lavoro-correlato è “una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale, e che esso è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste e alle aspettative riposte in loro”.

Tra i fattori da analizzare ai fini dell’individuazione dei problemi da stress lavoro-correlato si evidenziano:

  • l’eventuale inadeguatezza nella gestione dell’organizzazione e dei processi di lavoro (disciplina dell’orario di lavoro, grado di autonomia, corrispondenza tra competenze e requisiti professionali richiesti, carichi di lavoro ecc.)
  • le condizioni di lavoro ed ambientali (esposizione a comportamenti illeciti, rumore, calore, sostanze pericolose, ecc.)
  • la comunicazione (incertezza in ordine alle prestazioni richieste, alle prospettive di impiego o ai possibili cambiamenti, ecc.)
  • la presenza di fattori soggettivi (tensioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alle situazioni, percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti, ecc.).

Gli interventi sono rivolti a mettere in regola l’azienda rispetto alle nuove norme sulla sicurezza del lavoro (art. 28 comma 1 del D.Lgs. 81/08) attraverso una corretta valutazione dello stress lavorativo, e per questo, ad una prima analisi, vengono analizzati gli indicatori ed i fattori di rischio da stress.

In ogni contesto lavorativo esistono condizioni oggettive di stress, che possono dipendere da vari fattori quali ambiente, organizzazione e gestione del lavoro. In una prima fase dell’intervento, obbligatoria per tutte le aziende, il monitoraggio avviene su gruppi di lavoratori esposti a rischi dello stesso tipo, per esempio i turnisti o coloro che svolgono uguali mansioni.

L’analisi del rischio di stress lavoro-correlato mira alla raccolta di fattori di stress oggettivi e soggettivi quali ad esempio:

  • individuazione di fonti di stress che possano comportare infortuni o danni diretti alla salute
  • individuazione di segnali di stress che possono segnalare la presenza di condizioni stressogene.

Ad indicare che nell’azienda c’è un malessere possono essere, per esempio, segnali evidenti quali: un eccessivo assenteismo, la frequente rotazione del personale, un numero elevato di infortuni e malattie professionali.

La valutazione del rischio stress lavoro correlato è un processo continuo orientato al miglioramento e alla crescita aziendale. Gli interventi per l’individuazione, la riduzione e la prevenzione dei fattori di stress sul posto di lavoro, offrono vantaggi di rilievo all’impresa, sia sotto un profilo economico, sia gestionale come ad esempio:

  • migliorare la consapevolezza e la comprensione dello stress da lavoro da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti, attirando la loro attenzione sui sintomi che possono indicare l’insorgenza di problemi di stress da lavoro
  • offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare, prevenire o gestire i problemi correlati allo stress lavorativo
  • migliorare le condizioni e l’ambiente di lavoro
  • migliorare e mantenere delle performance del lavoratore in termini di attenzione, concentrazione, rendimento, produttività, autostima
  • prevenire o ridurre l’assenteismo
  • prevenire o ridurre le malattie psicosomatiche da stress lavorativo
  • prevenire alterazioni comportamentali (irritabilità, nervosismo, ecc.)
  • prevenire i rischi di natura psicosociale (mobbing, burn out, ecc.)
  • prevenire o ridurre gli infortuni sul lavoro.

La valutazione dello stress lavorativo, eseguita attraverso l’analisi di alcuni elementi dell’organizzazione aziendale e somministrando check-list alla direzione aziendale e/o al personale idoneo ad esprimere un giudizio attendibile, avviene attraverso l’analisi del clima aziendale in cui i dati, in forma anonima, vengono raccolti tramite interviste,  test psicologici di valutazione dello stress (validati scientificamente e riconosciuti a livello internazionale, strumenti di applicazione clinica utilizzabili esclusivamente da psicologi iscritti al relativo Albo professionale) o focus group di lavoratori.

In seguito, al Responsabile del Personale, al RLS e al RSPP, si redige una relazione conclusiva di quanto rilevato, documento contenente anche eventuali proposte di intervento migliorativo di carattere generale ed eventuali proposte di approfondimento per quelle situazione dove il potenziale rischio si ritiene più elevato.