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I Disturbi del Controllo degli Impulsi

I Disturbi del Controllo degli Impulsi, sono caratterizzati dall’incapacità del soggetto a resistere ad impulso o ad una tentazione impellente. Tale spinta induce il soggetto alla realizzazione di un’ azione pericolosa per sé stessi e/o per gli altri ed è preceduta da una sensazione di crescente tensione ed eccitazione a cui fa seguito piacere, gratificazione, e sollievo al momento di commettere l’atto seguiti poi dal rimorso, dal senso di colpa per l’azione compiuta (DSM-IV-TR, 2004).

I disturbi del controllo degli impulsi sono: gioco d’azzardo patologico, piromania, cleptomania, disturbo esplosivo intermittente e tricotillomania.

Gioco d’azzardo patologico: il comportamento di gioco viene definito patologico e si caratterizza per l’incapacità di resistere alla persistente tentazione di giocare; questa incapacità si associa a quella di non smettere con questo comportamento, nonostante i vari tentativi di controllarsi, che a loro volta provocano un senso di irrequietezza. I soggetti affetti da questo disturbo ricercano la sensazione di eccitazione che deriva spesso dal puntare somme sempre più ingenti. La difficoltà nell’interrompere questo tipo di comportamento deriva spesso dalla necessità di recuperare il denaro perduto, che istiga ulteriormente il soggetto al giocare, nel tentativo di recuperare. Nel momento in cui egli non possiede più fonti da cui attingere denaro, arriva anche a comportamenti antisociali, quali il furto o la contraffazione. Altre conseguenze date dal mantenimento del comportamento patologico sono la perdita di relazioni affettive, attività lavorative, personali e familiari o scolastiche. Le persone affette da gioco d’azzardo patologico si presentano generalmente come molto competitive, energiche, irrequiete e facili ad annoiarsi. Inoltre sembrano essere eccessivamente preoccupate dell’approvazione altrui e particolarmente generose. Il disturbo colpisce ugualmente uomini e donne, adulti ed adolescenti.

Piromania: i soggetti affetti da questo disturbo provano una tentazione irrefrenabile di appiccare fuoco ad oggetti. Il piromane non agisce per dispetto, vendetta, rabbia o per ideologie sociali, ma per soddisfare un impulso irrefrenabile a cui non riesce a resistere. Egli è spinto da una sensazione interiore di tensione ed eccitazione che si placa solo dopo aver provocato l’incendio, cosa che invece gli dà sollievo e gratificazione interiore. Prova generalmente fascino, interesse e curiosità per il fuoco e per tutto quello che esso comporta (vari usi, attrezzature, conseguenze etc.). Spesso il piromane osserva l’incendio da lui provocato e, da protagonista, si aggrega ai pompieri per spegnerlo.

Cleptomania: questo disturbo è caratterizzato dall’incapacità di resistere alla tentazione di appropriarsi di oggetti privi di valore commerciale o utilità personale. Il soggetto affetto da questo disturbo spesso regala o butta via gli oggetti che ha rubato, arrivando anche a restituirli di nascosto. Solitamente il furto non viene precedentemente programmato; il cleptomane lo mette in atto da solo senza la complicità o l’assistenza di nessuno prestando attenzione a non essere arrestato. L’atto è preceduto da una sensazione crescente di tensione accompagnata da piacere, gratificazione e sollievo esperite in seguito al furto; ben presto però il soggetto si rende conto dell’insensatezza dell’atto e può provare senso di colpa o cadere in depressione. Le conseguenze di questo disturbo sono molteplici, dal punto di vista legale, familiare, lavorativo e personale. L’insorgenza del disturbo non è legata ad una età particolare; esso sembra essere più frequente nelle donne.

Disturbo esplosivo intermittente: tale disturbo si caratterizza per l’incapacità del soggetto che ne è affetto di resistere agli impulsi aggressivi, compiendo gravi azioni aggressive in situazioni che non le giustificano.

Tricotillomania: il disturbo si caratterizza per il ricorrente impulso a strapparsi peli o capelli per piacere, gratificazione o alleviamento della tensione; i soggetti che ne sono affetti arrivano a volte ad ingerirli (tricofagia). L’urgente bisogno di strapparsi i capelli è associato ad un aumento della tensione esperita dal soggetto che viene allentata dall’atto di strappare, che è spesso ritualizzato: esso viene eseguito in luoghi e momenti precisi. La conseguenza più evidente del disturbo è rappresentata dalle estese aree di alopecia, in alcuni casi limitate al cuoio capelluto, in altri estese a sopracciglia, ciglia o più raramente alla zona pubica. Un’altra conseguenza è data dal senso di vergogna che il soggetto disturbato prova nei confronti del suo comportamento e degli effetti visibili che esso ha: egli infatti presenta spesso una totale chiusura ai rapporti sociali, scarsa autostima e funzionamento sociale generale compromesso. Il fenomeno può essere transitorio, episodico o continuo, presenta sbalzi di intensità e coinvolge aree differenti: ad esempio si può iniziare con lo strapparsi i capelli e poi passare alle sopracciglia e alle ciglia. In alcuni individui esso risulta talmente esteso da portare alla completa calvizie; in altri (più spesso bambini) è diretto anche verso altre persone. Nella maggioranza dei casi il disturbo insorge durante la prima infanzia (2-6 anni di età) e l’adolescenza; esso sembra essere più frequente nella popolazione di sesso femminile. È associato spesso a disturbi di ansia e depressione.

Sebbene non sia inserito nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, attualmente si tende a considerare come un Disturbo del Controllo degli Impulsi anche il Disturbo da Shopping Compulsivo. Ciò in virtù di alcune caratteristiche che accomunano le due patologie come la tensione che precede la messa in atto del comportamento, la ricerca di gratificazione immediata, e l’incapacità di sopportare la frustrazione derivante dall’evitare tale comportamento.