Psicologa Bologna – Psicoterapeuta Bologna
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Pensieri & Poesie

La leggerezza


“La leggerezza non è parente della superficialità,  a differenza di quanto sostengono i superficiali che scambiano la pesantezza per profondità di pensiero…”
(Massimo Gramellini)

luglio 14, 2017

Il motto «Volere è potere» è la superstizione dell’uomo moderno.


“L’unica cosa che ci rifiutiamo di ammettere è di essere in balia di «forze» che non siano riducibili al nostro controllo. […] Il motto «Volere è potere» è la superstizione dell’uomo moderno.
Eppure l’uomo contemporaneo, pur di mantener viva questa fede, paga lo scotto di una grave mancanza di introspezione. Egli resta cieco al fatto che, pur con tutta la sua razionalità e la sua efficienza, «forze» non controllabili lo tengono ancora in loro balia. I suoi dèi e i suoi demoni non sono affatto scomparsi: hanno solo cambiato nome. Essi lo tengono in uno stato d’agitazione incessante attraverso vaghe apprensioni, complicazioni psicologiche, un bisogno insaziabile di pillole, di alcool, di tabacco, di cibo e soprattutto imponendogli un pesante fardello di nevrosi.

[…] All’uomo piace credere di essere padrone della propria anima. Ma nella misura in cui egli si dimostra incapace di controllare i propri stati d’animo e le proprie emozioni, o di prendere coscienza degli infiniti modi segreti in cui i fattori inconsci arrivano a insinuarsi nei suoi propositi e nelle sue decisioni, egli non è affatto padrone di se stesso. Questi fattori inconsci debbono la loro esistenza all’autonomia degli archetipi.
L’uomo moderno cerca di evitare di prendere coscienza di questa spaccatura della sua personalità istituendo un sistema di compartimenti stagni. Certi aspetti della sua vita esteriore e del suo comportamento sono mantenuti, per così dire, in zone separate e non sono mai messi a confronto fra di loro.”
(C.G.Jung – L’uomo e i suoi simboli)

gennaio 7, 2017

La cura e la clinica delle nevrosi


La cura e la clinica delle nevrosi, così come oggi le conosciamo in ambito clinico, fu ampliata e grazie ai lavori pioneristici in ambito clinico partiti da Jung. Per la prima volta nella storia della clinica psicologica Jung iniziò a trattare le nevrosi – così come anche le psicosi – tenendo in considerazione l’aspetto finalistico dei processi psichici – finora del tutto non considerato da Freud e colleghi – e quindi delle nevrosi stesse. In altre parole si iniziò a capire che bisognava chiedersi non tanto da cosa erano originate certe nevrosi, ma verso cosa o dove erano orientate.

Ad oggi non dovrebbe essere più ammessa una teoria, cura e visione della nevrosi che non includa le conoscenze derivanti dalla Psicologia Analitica dell’epoca e attuale.
[La nevrosi] è in ultima analisi una sofferenza della psiche che non ha trovato il proprio significato.
(C.G.Jung, Opere 11, p.314)

«Spesso dietro la nevrosi si nasconde tutto il dolore naturale e necessario che non siamo disposti a tollerare.»
(C.G. Jung)

«Non dobbiamo cercare di liberarci di una nevrosi, ma piuttosto di fare esperienza di quello che significa per noi e di quello che ci insegna. Dobbiamo addirittura imparare ad esserle riconoscenti. Senza di lei avremmo potuto perdere l’occasione di apprendere chi siamo in realtà: non siamo noi a guarirla, è lei che ci guarisce.»
(Carl Gustav Jung)

«La nevrosi è orientata per conseguire un fine»
(C.G.Jung, Opere 7, p.40)

«Il malato non deve imparare come ci si liberi da una nevrosi, quanto piuttosto come la si possa reggere.»
(C.G. Jung)

gennaio 7, 2017