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News di Psicologia

Ippoterapia con il cavallo meccanico


Ricercatori della Baylor University in Texas (Usa) hanno ideato il cavallo meccanico in grado di offrire la possibilità di fruire di quella forma di terapia, detta "ippoterapia", per i bambini e gli adulti affetti da handicap fisici e mentali senza dover necessariamente montare un cavallo in carne ed ossa.

La possibilità di utilizzare un cavallo meccanico offre diversi vantaggi, tra cui il fatto di poter eseguire gli esercizi in luoghi al chiuso, vicino a casa e anche durante la cattiva stagione. In più si riducono al minimo le difficoltà a cui vanno spesso incontro sia i terapeuti che i pazienti quando si ha a che fare con cavalli veri.

Il dr. Brian Garner, professore Associato di Ingegneria Meccanica, ha spiegato ad esempio che, «se il paziente ha paura dei cavalli oppure può non essere sicuro per il paziente stesso montare un cavallo, quello meccanico è in grado di fungere da trampolino di lancio per offrire al paziente quella sicurezza e stabilità che si può ottenere su un cavallo vivo».

L’ippoterapia applicata ripetutamente produce movimenti ritmici tridimensionali che, in base alla ricerche preliminari, simula i movimenti del bacino, mentre si cammina. Essa promuove molti benefici fisici, come una maggiore circolazione, lo sviluppo dell’equilibrio e un migliore coordinamento motorio. L’equitazione terapeutica, quindi, può aiutare bambini e adulti con varie menomazioni o ritardi nello sviluppo, compresi quelli con paralisi cerebrale, spina bifida, sindrome di Down e autismo.

Fonte:laStampa.it

maggio 12, 2009

Un’azalea per il cancro


Domenica 10 maggio le piazze italiane si tingono di rosa.

In occasione della festa della mamma l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) offre per il 25° anno consecutivo, azalee per raccogliere fondi da destinare a progetti di studio per la cura dei tumori femminili.

Un quarto di secolo in cui i progressi fatti nella terapia e nella diagnosi precoce di queste patologie sono stati moltissimi: dalla chirurgia conservativa per il seno al vaccino per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero, dai nuovi farmaci alle ricerche genetiche per calcolare il rischio di ammalarsi o per individuare la cura migliore per ciascuna paziente.

L’Azalea verrà offerta a fronte di un contributo di 14 euro: 3 mila le piazze, 20 mila i volontari, 700 mila le piantine da distribuire, con l’obiettivo di raccogliere oltre nove milioni di euro destinati a importanti progetti di ricerca sui tumori femminili (sostenuti anche da Vodafone, Schenker e Intesa San Paolo).

Chi acquisterà la pianta, riceverà una pubblicazione speciale dedicata a tutte le donne, con consigli utili, diversificati per fasce d’età, per prevenire le principali neoplasie.

Sul sito www.airc.it è disponibile una guida interattiva sugli stessi argomenti, con informazioni ancora più approfondite.

Per trovare le azalee o avere informazioni si può consultare il sito www.lafestadellamamma.it o chiamare il numero verde 840.001.001

Fonte: Corriere.it

maggio 9, 2009

Malati di cancro: difficile aiutarli in ciò che hanno davvero bisogno


Oggi quasi due milioni di persone in Italia vivono in compagnia di una diagnosi di tumore, più o meno lontana nel tempo. In generale, si curano meglio di ieri, guariscono nella metà dei casi, ottengono più in fretta un sostegno economico e sanitario. Però non sono tutti uguali. Anzi. C’è chi ha accesso a nuovi farmaci in tempi brevi e chi no, chi ha un infermiere accanto al letto di casa e chi no, chi viene incoraggiato a fare riabilitazione per tornare a respirare, parlare, camminare, deglutire e chi, se proprio la vuole, se la cerca e se la paga. Lo ribadiscono i risultati di un’indagine condotta da Censis e Favo, la federazione delle associazioni di volontari in oncologia effettuata per la Giornata nazionale del malato oncologico del 3 maggio. La ricerca ha cercato di tracciare un identikit su chi e quanti sono i malati di cancro in Italia e, soprattutto, di cosa hanno bisogno.

Particolarmente critica l’opinione delle associazioni sul sostegno psicologico ai malati. Sarebbe poco più del 26% dei pazienti a beneficiare del sostegno psicologico offerto dalle Asl, molto più al nord (38%) che al sud (12%). Restano forti barriere all’accesso, scarseggiano gli specialisti nei centri pubblici e, infine, non si capisce a chi ci si può rivolgere. Sul sito internet si può leggere la sintesi completa dei risultati dell’indagine, condotta con la collaborazione dell’Inps e delle società di oncologia medica (Aiom) e radioterapia oncologica .

Fonte:Corriere.it

maggio 5, 2009