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Articoli di Psicologia

Disagio Psicologico: colloqui individuali e di coppia


Quando ci si rivolge a chiedere aiuto e sostegno ad uno psicologo, la scelta è dettata da uno stato di sofferenza che può derivare da varie problematiche, tra cui ad esempio la constatazione graduale della propria difficoltà a costruire relazioni stabili; un crescente stato di isolamento; la sfiducia in se stessi, oppure di un bisogno nato improvvisamente in particolari circostanze di vita come la rottura di una relazione affettiva, un lutto improvviso, un insuccesso lavorativo, un cambiamento che modifica la propria vita.

Consultare uno psicologo significa cercare di dare un significato alla propria sofferenza, sapendo che per uscire dallo stato di dolore è necessaria un po’ di pazienza e tanta determinazione per sciogliere i nodi fondamentali del proprio malessere.

Alcune delle problematiche che vengono affrontate a livello individuale o di coppia sono:

  • Ansia: che riguarda specifiche situazioni di vita, o specifici ambiti della propria vita; che pervade ogni momento della propria giornata; che limita la propria vita e la libertà di movimento; paura specifica verso una particolare situazione;
  • Depressione e stati depressivi: tristezza profonda; senso di vuoto; senso di inutilità; fatica nell’affrontare la vita di tutti i giorni; sintomi fisici come mancanza di appetito, insonnia, stanchezza, spossatezza;
  • Rimuginazioni ossessive o ripetizione ossessiva di atti: pensieri percepiti come intrusivi e incontrollabili che si ripetono e che non si riesce ad allontanare dalla propria mente; dubbi sull’aver o non aver compiuto un determinato gesto come chiudere il gas, la porta etc; ripetizione di gesti che si ha la sensazione di non riuscire ad evitare come lavarsi le mani, accendere e spegnere la luce, etc.
  • Somatizzazioni, Ipocondria, stati di malessere fisico per cui è stata constatata l’assenza di una causa organica alla base;
  • Disturbi dell’alimentazione: anoressia; bulimia; obesità psicogena;
  • Problemi sessuali: mancanza di desiderio sessuale; assenza di piacere; difficoltà di vario tipo durante l’atto sessuale;
  • Difficoltà nelle relazioni sentimentali: timore del coinvolgimento affettivo; difficoltà a creare relazioni sentimentali stabili; difficoltà nella relazione sentimentale attuale;
  • Difficoltà nelle relazioni interpersonali: timore del giudizio altrui; inibizione; rabbia; timore della dipendenza; paura della competizione;
  • Difficoltà con la famiglia di origine: rapporti tesi, difficoltà rispetto al raggiungimento di una propria vita autonoma;
  • Problemi di autostima: insicurezza marcata in uno o più aspetti della vita; non ritenersi all’altezza; non considerarsi di valore; non sentirsi considerati dagli altri;
  • Problematiche "esistenziali": difficoltà a trovare un senso alla propria vita; difficoltà ad individuare un proprio progetto di vita;
  • Infertilità: problematiche emotive relative all’infertilità, impatto psicologico delle terapie mediche, infertilità senza cause organiche e a presumibile carattere psicogeno;
  • Lutti: problematiche emotive rispetto a lutti attuali; difficoltà nell’elaborazione di un lutto passato;
  • Problematiche emotive connesse alle malattie organiche come i tumori o le malattie autoimmuni: problematiche di chi è malato, come: difficoltà relative alle trasformazioni corporee, angosce relative alla condizione di pericolo per la propria vita, difficoltà di comunicazione, insorte in seguito alla malattia, con le persone affettivamente vicine; problematiche psicologiche dei familiari del malato.

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marzo 19, 2010

Sostegno Post Partum per il benessere della relazione madre-padre-bambino


La nascita di un figlio, è un momento unico e indimenticabile che però può diventare talvolta un momento di sofferenza acuta per alcune madri, per le coppie e per i neonati.

La potenzialità trasformativa di questa fase della vita è potente, per questo, riuscire a recuperare o far emergere le risorse degli individui, della coppia, ha effetti importanti che possono determinare un viraggio significativo verso una sintonia nella relazione dei neogenitori con il neonato.

Capita che per realizzare questo progetto è necessario affidarsi all’intervento dello psicologo o psicoterapeuta che  attraverso colloqui di sostegno con la mamma e/o con la coppia o interventi con la triade madre-padre-bambino, lavora per sciogliere nodi ancestrali che possono sorgere ad esempio quando emergono delle problematiche rispetto al figlio come problemi di sonno, problemi di alimentazione, pianti inconsolabili, ecc.

Talvolta può essere utile un intervento con tutta la famiglia, ad esempio se ci sono altri fratelli o sorelle specialmente quando queti manifestano disagio durante la gravidanza o dopo l’arrivo dell’ultimo nato.

Infine, in alcuni specifici casi, l’intervento coinvolge oltre alla donna, alla coppia o alla famiglia, altre figure significative, come ad esempio i nonni, soprattutto se le dinamiche della famiglia allargata sembrano ostacolare fortemente la costruzione del nuovo equilibrio familiare dopo la nascita del neonato.

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marzo 19, 2010

Supporto alla maternità: colloqui di consulenza con la donna e con la coppia


Le problematiche psicologiche che possono manifestarsi durante la gravidanza o nei primi mesi di vita del neonato possono sono significativamente connesse alla propria storia. In questo periodo, le rappresentazioni che la donna ha di se stessa, dei propri genitori, della coppia e del proprio partner entrano in un processo di rivisitazione e trasformazione molto intenso:

  • il corpo affronta dei cambiamenti veloci e "incontrollabili" che possono toccare le basi più antiche dell’essere;
  • nel passaggio da sè come figlia a sè come madre, attraverso le identificazioni con la propria madre, variano le rappresentazioni dei propri genitori e dell’immagine materna;
  • il parto è una separazione, un’interruzione della unità corporea madre-feto, che può risvegliare le emozioni connesse alle altre separazioni o ai traumi della propria vita (lutti…);
  • le identificazioni con il proprio bambino possono trasformare alcuni aspetti della propria identità e comunque implicano di per sè momenti di fisiologica regressione;
  • Le dinamiche della coppia mutano, l’equilibrio da costruire è assolutamente nuovo: nella coppia entra il neonato, con tutta la potenza dei suoi bisogni e la forza delle emozioni che suscita. 
  • le comunicazioni del neonato, espresse attraverso i canali non verbali e inizialmente soprattutto attraverso il pianto, suscitano forti processi di "proiezione" di aspetti materni sul proprio bimbo.

Anche il neo papà è coinvolto in trasformazioni significative, e per alcuni versi simili a quelli della compagna durante la gravidanza, che naturalmente diventeranno più intense dopo la nascita del figlio.

L’intervento psicologico o psicoterapeutico può assumere a seconda delle necessità e delle disponibilità, anche emotive della donna e o della coppia, aspetti diversi, ma si orienta sempre nel tentativo di dare significato alla sofferenza, comprendendo i conflitti che tengono la donna o la coppia incastrate nella stessa; questo, nei colloqui, avviene attraverso l’individuazione dei collegamenti tra passato e presente. Gli interventi possono coinvolgere in alternativa o insieme la donna e la coppia.

Di fronte alla gravidanza, infatti, la coppia stessa può entrare in crisi con la necessità di costruire un nuovo equilibrio perchè le trasformazioni in ognuno dei due membri chiedono un nuovo aggiustamento reciproco.

Un figlio può essere stato molto desiderato, cercato, ma la realizzazione del desiderio può portare angosce e timori inaspettati. La gravidanza attesa e desiderata che però continua a non arrivare suscita profonde sofferenze nella donna e nella coppia; i percorsi di fecondazione medicalmente assistita hanno risvolti emotivi che aprono tematiche che richiedono una non facile elaborazione.

A volte il disagio psicologico da sostenere è particolarmente pesante: il senso di inadeguatezza, il sentirsi negata una parte importante dell’esperienza di vita, le oscillazioni tra l’attesa, la speranza e la delusione ad ogni tentativo che non va a buon fine, il concentrare tutti i propri pensieri e le proprie energie mentali e anche fisiche sull’avere un figlio con il rischio di logorarsi emotivamente e fisicamente. Se la gravidanza cercata ha inizio, può capitare che le angosce assumano un’altra forma vista la grande fatica per arrivarci e il terrore che possa interrompersi. Il recupero di una certa serenità contribuisce sul buon andamento della gravidanza e sul benessere nella relazione madre-padre-bambino di cui si stanno costruendo le fondamenta.

La ricostruzione di un terreno comune alla coppia in quella fase del ciclo di vita, pur riguardando in qualche modo ogni coppia, può toccarne maggiormente alcune, richiedendo a volte il supporto di uno psicologo mirato ed adeguato.

Contatta la Dott.ssa Lavinia La Torre

marzo 19, 2010