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Famiglia in crisi: Percorso di affiancamento alla separazione


Una coppia in crisi può decidere di affidarsi al percorso terapeutico, trovando in esso un intervento efficace per affrontare le difficoltà e i conflitti che sta attraversando nella decisione di separarsi o di divorziare.

Il percorso di affiancamento alla separazione si orienta ai genitori, sposati e non, che si trovano in difficoltà in questo passaggio delicato, e mira ad essere un intervento in cui, attraverso l’ascolto dell’altro, ci si orienta al benessere dei figli come aspetto prioritario.

Il percorso è utile per riappropriarsi di una genitorialità condivisa e responsabile ed è rivolto alla coppia che, ad esempio, mostra problemi di comunicazione, di relazione o di riorganizzazione delle routine familiari incontrabili concretamente nella riorganizzazione degli spazi e delle routine tra le mura domestiche.

Il setting terapeutico è uno Spazio Neutro, un luogo protetto in cui genitori con problematiche di varia entità possono lavorare in un clima di maggiore armonia per il bene dei figli; il terapeuta qui si orienta a sciogliere le loro paure e le loro ansie in merito al presente alla fase di passaggio e alle fantasia rivolte al futuro.

Nel percorso clinico, si lavora per riuscire a raggiungere in modo autonomo decisioni concrete per il benessere dei figli, riguardanti l’affidamento, i modelli educativi, le responsabilità genitoriali, etc (“come dare la notizia? come ci organizziamo per la settimana regolare? per le festività da chi staranno i bambini? durante le vacanze? se io o l’altro genitore abbiamo un nuovo compagno?” etc..);

Il percorso terapeutico, nel segreto professionale, lavora per il miglioramento della comunicazione, affinché diventi costruttiva, efficace e tesa alla cooperazione nel rispetto reciproco.

L’attenzione è volta a ridurre le eventuali problematiche psichiche e morali propri e dei figli, che capiscono che i genitori, nonostante il fallimento come coppia coniugale, come coppia genitoriale sono presenti e comunicano serenamente.

Prendendo le decisioni che riguardano i bambini in prima persona, molto più spesso i genitori rispettano le regole che hanno stabilito, in quanto sono convinti dell’attuabilità e del benessere che ne avranno loro stessi e i figli che così non saranno considerati e trattati come “merce di scambio e rivalsa” dai genitori

Durante i primi incontri è compito della terapeuta comprendere se la terapia è l’intervento più adeguato, e nel caso non lo fosse, può procedere con l’invio a professionisti come consulenti, mediatori, consulenti tecnici d’ufficio e di parte.

L’intervento deve essere una scelta volontaria da parte di entrambi i genitori, e può essere, chiaramente sospeso e interrotto in qualsiasi momento.