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Supporto psicologico alla Procreazione Medicalmente Assistita


Supporto psicologico alla Procreazione Medicalmente Assistita

Genitorialità, fertilità, speranza nella medicina e nella tecnologia medica rivolta alla nascita di un figlio.

Questi alcuni dei temi che attraversano la mente di quelle coppie che si rivolgono ad un centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) per trovare una possibile soluzione ai problemi di infertilità, soluzione che la PMA offre nella maggior parte dei casi (circa l’80%).

Spesso la PMA non rappresenta una scelta ma l’unica possibilità di avere un figlio e di superare il limite biologico posto dalla sterilità. L’idea del concepimento diviene spesso un pensiero costante, per cui le sensazioni di benessere o malessere vengono frequentemente associate allo stato gravidico o al fallimento della terapia. Il periodo di attesa che va dall’inizio della tecnica al giorno della risposta può caricarsi di molte tensioni emotive. Considerando l’invasività delle tecniche di PMA, è comprensibile che molte donne e uomini, possano vivere questa fase con un po’ di timore o di preoccupazione e sentire l’esigenza di avere sostegno da parte del partner e della famiglia, ma anche del personale medico e psicologico.

È ormai diffusa, infatti, presso la comunità scientifica la consapevolezza che ci siano delle difficoltà psicologiche che accompagnano la condizione di sterilità e i seguenti trattamenti. Una diagnosi di questo tipo può scuotere profondamente l’immagine che si ha di sé e del proprio partner, portando ripercussioni a livello: personale, interpersonale, psicosessuale e occupazionale. Dall’analisi della letteratura e della ricerca psicologico/medica più recente (Righetti 2001; Peterson et al., 2007; Scoppio, Schimberni, Giallonardo et al., 2009) si riscontra che

  • le coppie vivono la sterilità e l’infertilità come l’esperienza più difficile della loro vita,
  • all’aumentare dei tentativi di fecondazione assistita aumentano tristezza e sconforto,
  • lo stress farmacologico e i vari protocolli da rispettare inducono un aumento dei livelli dell’ansia,
  • le coppie tendono ad inibire le componenti affettive e in antitesi ad accentuare le componenti somatiche e fisiche.

Con la pratica medica, quindi, si sta in parallelo diffondendo nella comunità scientifica che opera nel campo della procreazione assistita e inseminazione artificiale, la consapevolezza delle difficoltà psicologiche che accompagnano la condizione di infertilità ed i suoi percorsi diagnostici e terapeutici.

Sono evidenti e sempre più chiari gli effetti che la condizione di infertilità determina nella coppia in termini di ansia, stress psicosociale, frustrazione, disadattamento della coppia.

La possibilità di esplorare i propri vissuti emozionali, quali tristezza, rabbia, scoraggiamento, ripercussioni sulla relazione di coppia e di riconoscerli come normali e comuni, permette un più consapevole atteggiamento nei confronti della terapia e degli operatori, una responsabilizzazione del paziente e uno strumento efficace per affrontare gli eventuali fallimenti.

Una coppia di fronte al problema dell’infertilità può avere diverse reazioni.

La prima è senza dubbio sorpresa di fronte alla difficoltà di avere figli, emozione che viene quasi subito sostituita da sentimenti contrastanti, di frustrazione, rabbia, angoscia e depressione. quando una coppia vive il “dramma” dell’infertilità, la sua iniziale reazione può essere quella della sorpresa e dello shock emotivo, ed i due componenti della coppia iniziano a domandarsi perché stia accadendo proprio a loro. Presto, proprio questa frustrazione, se non canalizzata attraverso un dialogo sereno, può portare addirittura a crisi di coppia che influiscono nella comunicazione, nel dialogo ed anche nella stessa attività sessuale della coppia, portando ad una situazione di conflitto e di continue ripercussioni.

Diversi studi riguardanti gli effetti dell’infertilità sulla coppia hanno fatto emergere un dato importanti: man mano che la coppia procede con i trattamenti e le indagini per valutare il da farsi, la frustrazione e lo stress aumentano, mentre il dialogo e la comunicazione diminuiscono.

La tensione relativa all’infertilità è visibile in modo particolare nelle donne, spesso le più bersagliate da trattamenti invasivi e di ordine traumatico: a rendere la situazione ancora più angosciante, il numero di tentativi terapeutici falliti, che incide profondamente sull’equilibrio psicofisico della coppia (Benazon et al. – 1992).

L’infertilità travolge la coppia anche nella sfera sessuale, che ambito molto delicato, riflette problemi intimi che vanno ad incidere profondamente sul benessere dei singoli. L’influenza sulla sfera sessuale è ancora maggiore se essa riguarda aspetti come l’infertilità e l’incapacità di procreare: la sfera sessuale riceve così un forte rallentamento, i rapporti diventano meno frequenti e meno spontanei, e si possono verificare disturbi sessuali tipici maschili e femminili, come difficoltà a raggiungere l’orgasmo, eiaculazione precoce, impotenza di tipo secondario oppure calo del desiderio (Di Francesco – 1990).

Una ricerca scientifica condotta in Italia ha fatto emergere un dato significativo: la medicalizzazione rendeva ancora più comune l’inadeguatezza sessuale dell’uomo che soffriva di infertilità, tanto che se nella prima consultazione l’incidenza delle disfunzioni sessuali era di circa 6,57%, essa raggiungeva, alla fine del percorso terapeutico e diagnostico, il 15,8%, con un aumento di calo del desiderio ed eiaculazione precoce (D’Ottavio et al. – 1991).

La strada del trattamento con fecondazione assistita per le coppie con problemi di sterilità non è sempre quella giusta, sia per chi ha basse probabilità di riuscita, sia per quelle coppie che, per motivi differenti, non riescono a livello emotivo ad affrontare tensione e stress da insuccesso.

Se è vero che dal punto di vista individuale e di coppia, anche grazie a percorsi terapeutici mirati, è possibile e più accettabile non avere figli, la pressione sociale è ancora oggi molto forte e rispondere alle aspettative di amici e parenti è molto difficile.

La sensazione di frustrazione e di tensione aumenta quando si pensa ai propri genitori, ai quali, seppur non per propria volontà, si nega la possibilità di diventare nonni. E così, pur di non essere in balìa del senso di colpa, a volte si rischia di ritornare sui propri passi: a questo punto subentra il percorso terapeutico, un iter che si pone l’obiettivo di aiutare la coppia a prendere consapevolezza delle proprie difficoltà ed anche dei tentativi andati a vuoto. Ripercorrere queste tappe può essere doloroso, frustrante ed angosciante, ma molto utile perché solo in questo modo la coppia può finalmente liberarsi dal fantasma del senso di colpa e riprendere a vivere

Un supporto psicologico alla Procreazione Assistita  è utile per vari motivi, tra cui:

  1. Le coppie che hanno difficoltà a concepire in modo naturale (ormai circa il 15% delle coppie in età fertile) fronteggiano emozioni e pensieri di frustrazione, fallimento, incapacità, inadeguatezza, ingiustizia, colpa, tristezza, rabbia o autoaccusa.
  2. È possibile aiutare le coppie che ricorrono ai protocolli medici per coronare il proprio sogno di avere un bambino a compiere il percorso con minore ansia, maggiore fiducia nella probabilità, peraltro molto realistiche nella maggior parte dei casi, di avere un figlio.
  3. Il percorso ha successo dopo uno o più tentativi. Se il primo non riuscisse, la persistenza è un fattore fondamentale per avere successo. Il supporto psicologico aiuta a superare il dolore del fallimento e a mantenere la convinzione. Studi scientifici mostrano che il supporto psicologico aumenta la probabilità di generare un figlio attraverso la PMA perché le coppie riescono più spesso a compiere i tentativi necessari per averlo.
  4. Una gravidanza ottenuta tramite PMA può essere vissuta con apprensione, le coppie hanno la percezione che il figlio sia più fragile del naturale e questo genera ansia. Il timore è irrealistico, i bambini concepiti con la PMA sono resistenti quanto quelli generati naturalmente e il supporto psicologico può aiutare a superare questa sensazione di fragilità.
  5. I membri della coppia possono avere vissuti e aspettative discrepanti rispetto al percorso di PMA e l’aiuto alla comprensione dei punti di vista reciproci può ridurre incomprensioni e conflittualità.

Per questo è indispensabile l’utilizzo di un approccio che tuteli sia la salute fisica che quella psichica dei pazienti, e in questo senso la consulenza psicologica può fornire un prezioso aiuto nell’affrontare i trattamenti di fecondazione assistita ed il loro eventuale fallimento.

La Consulenza Psicologica per i pazienti che affrontano un percorso di PMA vuole:

  • Favorire il processo di accettazione, adattamento e reazione alla patologia, favorendo la relazione terapeutica con l’equipe curante
  • Sostenere la coppia sul piano emotivo
  • Promuovere l’assunzione di responsabilità individuale nel processo decisionale
  • Sostenere la coppia nel corso dei trattamenti di fecondazione assistita
  • Minimizzare l’impatto degli eventi medici (frequenti visite, ecografie, esami clinici; applicazione delle tecniche di procreazione assistita) e fisici (derivanti dall’assunzione dei farmaci utilizzati per l’induzione farmacologica dell’ovulazione, come la possibile comparsa di dolore in sede ovarica e la tensione addominale; da esisti di interventi chirurgici) che la coppia deve affrontare
  • Aiutare le coppie a confrontarsi sul significato della frustrazione provata per la difficoltà ad avere un figlio

Per questo, dalla prima visita per sospetta infertilità l’intervento psicologico può essere utile a fronteggiare la diagnosi di infertilità e ad interpretare alla luce della speranza ragionevole e fondata nella possibilità di avere un bambino, i dati clinici che emergono dallo studio approfondito della coppia.

Nel corso del trattamento, il supporto psicologico alla coppia ha l’obiettivo di sostenere la speranza di diventare genitori, affrontando tutti i pensieri e le emozioni positive e negative che caratterizzano il complesso iter terapeutico.

Il supporto psicologico al trattamento di Procreazione Medicalmente Assistita appartiene quindi a pieno titolo ad un percorso generativo, lo strumento che più di qualunque altro risponde al desiderio di genitorialità della coppia infertile.

L’obiettivo del supporto psicologico è aumentare le probabilità di avere un bambino attraverso la Procreazione Medicalmente Assistita , questo è confermato anche da ricerche recenti che dimostrano che tra le cause di mancato successo risulta essere l’abbandono o il non tentare o non persistere dopo un primo tentativo non riuscito. Il sostegno psicologico aiuta quindi a superare le difficoltà ad iniziare la Procreazione Medicalmente Assistita e a continuarla per quanto necessario, aumentando così in questo modo la probabilità di generare un figlio.